Esercizi Spirituali – suore di voti perpetui

eremo

Nel mese di Agosto le giovani suore di voti perpetui, divisi in due gruppi hanno fatto gli esercizi spirituali svoltisi all’Eremo di Camaldoli di Visciano guidato da Fra Graziano Buonadonna, un frate minore, psicologo e formatore. La tematica era “MI TI VOGLIO BENE”. Si è riflettuto sul brano dei due fratelli: Caino e Abele (Gen. 4, 1-16). Il nostro istinto è rivolto su di noi ma nel nostro cuore c’è anche il perdono oltre l’istinto. Il Signore ci prova per vedere che abbiamo nel cuore.
L’immaturità spirituale crea patologia. I drammi del controllo si basano sulla paura. Tutti i modi di controllare l’energia si fondano sulla paura originaria che, perdendo la connessione con il proprio genitore, non si possa sopravvivere. Quando eravamo bambini i nostri genitori erano fonte della nostra sopravvivenza, e ogni volta che avevamo bisogno di energia per sentirci sicuri, noi recitavamo uno dei drammi che sembravano funzionare, poiché sappiamo che esiste una fonte di energia universale accessibile a tutti noi. Esistono quattro drammi di controllo: Intimidatore e Inquisitore(sono aggressivi); Troppo riservato e vittimistico (passivi). Ognuno dei quattro drammi di controllo crea una specifica dinamica energetica chiamata dramma di risposta.

 

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Esercizi Spirituali

Esercizi Spirituali per Famiglie

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La vita comune può diventare una vera scuola in cui si cresce nell’amore; è la rivelazione della diversità, anche di quella che ci da fastidio e ci fa male; è la rivelazione delle ferite e delle tenebre che ci sono dentro di noi, della trave che c’è nei nostri occhi, della nostra capacità di giudicare e di rifiutare gli altri, delle difficoltà che abbiamo ad ascoltarli e ad accettarli. Queste difficoltà possono condurre a tenersi alla larga dalla comunità, a prendere le distanze da quelli che danno fastidio, a chiudersi in se stessi rifiutando la comunicazione ad accusare e a condannare gli altri; ma possono anche condurre a lavorare su se stessi per combattere i propri egoismi e il proprio bisogno di essere al centro di tutto, per imparare a meglio accogliere, comprendere e servire gli altri. Così la vita in comune diventa una scuola di amore e una fonte di guarigione. L’unione di una vera comunità viene dall’interno, dalla vita comune e dalla fiducia reciproca; non è imposta dall’esterno, dalla paura. Deriva dal fatto che ciascuno è rispettato e trova il suo posto: non c’è più rivalità. Unita da una forza spirituale, questa comunità è un punto di riferimento ed è aperta agli altri; non è gelosa del proprio potere. Desidera semplicemente svolgere la propria missione insieme ad altre comunità, per essere un fattore di pace in un mondo diviso.